Televisione

Quelle tristi lacrime televisive

Ci sono italiani che non piangono. Che non piangono per tv, intendo. Madri, padri, fratelli, sorelle di persone rapite, la cui vita è a forte rischio, che evitano il più possibile di apparire per televisione. E se questo accade, non lacrimano, non urlano, non sventolano tricolori, non si inginocchiano, non singhiozzano tra le braccia di ministri. E non supplicano, alternativamente, la Madonna e padre Pio.

17-09-2014 | 14:03

Siamo tutti al buio

La televisione invade intrattenendo e condizionando individualmente, uno a uno, nello stesso momento, giorno o notte, da una stazione di informazioni centralizzata, milioni e milioni di persone. E di fatto la stiamo subendo. Tutti i giorni, senza sosta, una manciata di persone parla, mentre le altre, tutte le altre, ascoltano. Gli effetti delle immagini impiantate in questo modo creano le condizioni ideali per l’imposizione di una dittatura. La televisione è come un colpo di stato. È l’arresto di massa, l’arresto della nostra immaginazione. La televisione è autocrazia.

02-10-2013 | 18:12