Novellini

Ontani tra Narciso e Penelope

Luigi Ontani (Vergato, 24 novembre 1943), artista, in questi tempi mefitici lo si potrebbe immaginare rinserrato nella bottega che fu del Canova a Roma, oppure nel suo “armistiziale” villino appenninico, il palindromo Romamor, quale proconsole di se stesso, autoesiliato in una sorta di Aion cardinalizio, di dannunzianesimo sospeso, agghindato come un monaco tentato dal sultanato o come un sultano attratto dalla cella.

27-04-2020 | 09:47

La lucida follia di Guido

Guido Morselli non trovò mai pubblicazione in vita. Così, dopo l’ennesimo rifiuto assaporò il privilegio del niente, che prese la forma di una Browning 7.65 rivolta contro di sé. Romanziere senz’anima, a tratti criptico, autoreferenziale nell’eruditismo meno compromissorio coi gusti di un sistema culturale di pacche sulle spalle e di amici degli amici - soppesarono quei porporati.

02-07-2019 | 08:45

Lacrime e polvere dell'innominabile

Nell’ambito del pensiero tradizionalista, metafisico, antimoderno con particolare propensione esoterica, spicca tra fumisterie, infatuati dal nazismo, santoni biancovestiti e fattucchiere tzigane la figura dello scrittore francese René Guénon. Che resta all’oggi il riferimento più importante per chi desiderasse approfondire tematiche spirituali da un punto di vista profondamente sapienziale.

06-05-2019 | 12:42

Balthus che amava l'alba

Balthus è stato uno dei più importanti artisti del Novecento. Picasso lo amava perché "non faceva il Picasso". Il suo patrigno Rainer Maria Rilke gli aprì le porte dell'arte: "Dipingi il momento in cui il giorno cede il passo all notte". E lui scelse ragazzine in procinto di diventare donne. Scelta che gli creò anche problemi. Ma si sa, l'arte è anche un rischio. Ecco il ritratto che ne fa Donato Novellini.

09-01-2019 | 15:03

Fondamenta degli incurabili

Iosif Brodskij. Figlio d’ebrei, vittima di persecuzioni comuniste, di costrizioni in ospedali psichiatrici o direttamente spedito ai lavori forzati; quindi esule, pur insofferente al vittimismo, caso a parte come tutti i poeti, libero d’emigrare grazie alle pressioni esercitate da Anna Achmatov e in seguito dall’attivismo di Jean-Paul Sartre. Insomma, una di quelle vite straordinarie del ‘900, irrigate d’inchiostro faticoso.

25-09-2018 | 14:53

Ghizzardi che non si guarda dall'alto

Pietro Gbizzardi è stato pittore di un luogo, di un tempo estinto, del paesaggio divenuto passaggio - di camion e auto (in acqua di siluri) - sulla tentacolare, titanica, tetragona, onnipresente, tangenziale emiliana; crepuscolo di un paesaggio discreto, piegatosi come un vassoio servile alle ingordigie del progresso.

31-07-2018 | 16:41

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