Didi Bozzini

La domenica della vita
Didi Bozzini
Rubrica per capire meglio il variopinto mondo dell'arte contemporanea e il suo mercato. Perché, come diceva Alighiero Boetti, "Nell'arte non esistono regole, compresa quella che ho appena detto".

Il binario del delirio

Gli sono bastati nove anni per passare da una cella di prigione alla poltrona di cancelliere, solo sei per imporre al mondo intero la propria follia omicida. In una quindicina d’anni l’Imbianchino è riuscito ad incendiare il pianeta. E tutto ciò che è accaduto in questo breve periodo e sta accadendo durante i primi anni della guerra era già scritto nelle pagine di Mein Kampf. (capitolo 13)

25-03-2020 | 11:08

Quando la Storia diventa dramma

Per l’Imbianchino gli ultimi mesi del 1939 sono segnati dai successi in battaglia. Già il 22 settembre, le truppe del Reich sfilano nelle strade di Brest-Litovsk in una comune parata trionfale con le divisioni dell’Armata Rossa giunte da est. La spartizione della Polonia tra la croce uncinata e la falce ed il martello è cosa fatta. (Capitolo XI)

26-01-2020 | 23:41

Ora inizia la Shoah

Durante i primi giorni di ottobre del 1938, il governo di Varsavia revoca il diritto di cittadinanza agli Ebrei polacchi residenti all’estero da oltre cinque anni. Come conseguenza immediata, il ministero degli interni del Reich dispone che quelli di loro che si trovano in Germania vengano espropriati dei loro beni e siano rimpatriati coattivamente. (Capitolo X)

16-12-2019 | 22:25

Perché nasce Guernica

In tedesco Rügen significa monito. Operazione Rügen è il nome in codice che l’Imbianchino ha scelto per il bombardamento aereo di Guernica. Il 26 aprile 1937 venticinque caccia e trentuno bombardieri picchiano sulla cittadina basca, pressoché priva di difesa contraerea, e rovesciano in ondate successive il loro carico di morte sulla popolazione civile.

20-11-2019 | 15:51

Hitler condanna l'arte "degenerata"

Nelle pagine di Mein Kampf si legge che “la pittura d’avanguardia è il prodotto di persone spiritualmente degenerate e di viscidi imbroglioni”, “allucinazioni di folli e criminali”. Le invettive dell’Imbianchino sono rivolte con estrema violenza e senza distinzioni contro tutte le nuove correnti creative, riunite sommariamente sotto l’etichetta del Modernismo.

28-08-2019 | 14:51

E Albert Einstein fu obbligato alla fuga

I primi mesi del 1933 sono stati segnati da un susseguirsi di avvenimenti che sconvolgeranno in modo irreversibile la vita degli Ebrei, dapprima in Germania e poi nell’intero continente. Il boicottaggio delle loro aziende, i roghi dei libri, la nascita della Gestapo e l’avvio della sua inarrestabile attività di schedatura e sopraffazione. Sesta puntata del racconto di Didi Bozzini.

23-04-2019 | 13:12

L'orrore è alle porte

27 febbraio 1933. Il Reichstag viene incendiato. Nel giro di poche ore la colpa del fatto è attribuita a Marinus van der Lubbe, un comunista olandese. Göring ordina l’arresto di tutti i dirigenti del Partito Comunista. Hitler dichiara lo stato di emergenza e fa firmare a von Hindenburg un decreto che abolisce gran parte dei diritti civili. Quinto episodio del racconto di Didi Bozzini.

25-03-2019 | 18:30

La strana storia di Felix, Charlotte e Adolf

Felix, Charlotte e l’Imbianchino sono tre pittori nati nell’epoca più tragica di cui si abbia memoria. Nelle loro tele appaiono gli avvenimenti che hanno segnato le loro esistenze e le tracce di quegli anni che hanno sconvolto irrimediabilmente la faccia del mondo. Quella che segue è la cronaca di quei giorni, quei fatti e quei dipinti. (Capitolo 1).

03-12-2018 | 14:39

Tutta la verità sul caso Banksy

Cosa c'è dietro al clamore della vendita all'asta dell'ultima opera, che si è autodistrutta, di Banksy? È altamente improbabile che chiunque decida di spendere più di 200.000 sterline per un quadro (poi aggiudicato ad oltre un milione...) non chieda preventivamente un "condition report", cioè un’attestazione delle condizioni dell’oggetto. Ed è altrettanto inverosimile che la casa d’aste risponda con la formula "not examined out of frame". Dunque significa che...

16-10-2018 | 00:04

Gilberto Zorio: l'uomo delle stelle

Quando, al tempo delle scuole elementari, veniva chiesto ai suoi figli quale fosse la professione del padre, la risposta dei due bambini era sempre la stessa: “Il papà di mestiere fa le stelle”. E Gilberto Zorio non ha mai fatto altro che li spingesse, una volta cresciuti, a trovare qualcosa di più plausibile. Il suo linguaggio plastico è strutturato intorno anche ad altre icone che, in un certo senso, ne costituiscono gli ideogrammi: giavellotti, canoe, fasci di luce, crogiuoli, alambicchi, otri e pelli di animali.

02-10-2015 | 16:30

La grande sbronza

“L’arte nel cesso. Da Duchamp a Cattelan, ascesa e declino dell’arte contemporanea” di Francesco Bonami è un volume agile, dal tono colloquiale e dal sapore vagamente ironico, infarcito di similitudini calcistiche e giovanilismi linguistici destinati ad accattivarsi le simpatie del pubblico meno esigente e più numeroso. Didi Bozzini ci racconta di cosa parla. E di cosa ha deciso di fare una volta letta l'ultima pagina.

20-08-2017 | 23:19

Quadri, miliardi, nani e ballerine

Dalla Biennale di Venezia alle aste di Sotheby's, da Art Basel a Frieze a New York, il circo dell'arte contemporanea è sempre in movimento. Orgia di parole, soldi, video, installazioni, quadri, botox, tartine, tette rifatte, vecchie glorie riscoperte, giovani rampanti da scoprire, truffe, coca, femminismo e prostituzione, capitalismo e rivoluzione, zen e puttanate. E l'arte?

15-05-2017 | 00:02

La libertà è cosa per pochi

A pagina 104 di "Vacche amiche - autobiografia non autorizzata" di Aldo Busi, con tutta probabilità, c'è il nucleo dell'etica dello scrittore. Una pagina della letteratura italiana tanto più significativa quanto essa appare in un momento nel quale gli intellettuali e gli artisti hanno cessato di esercitare una qualunque azione critica sulla vita pubblica e si autocensurano, sono censurati o si mostrano solo per promuovere timidamente i loro prodotti.

19-02-2017 | 18:26

Pornografia al potere

Negli Stati Uniti si è imposto un brutale neofita della politica, palazzinaro noto per i ripetuti fallimenti, la simpatia verso il Ku Klux Klan, le trasmissioni televisive di serie B e la pletora di mogli conosciute sulle pagine dei giornaletti sconci. Nel frattempo, a Los Angeles si è spento Leonard Cohen, visto che per un’altra misteriosa legge del caso le disgrazie non giungono mai sole.

17-11-2016 | 16:28