Benvenuto su Fiori del male

Passepartout per il cielo (ciao Philippe)

Era capace di una cosa di cui pochi sono capaci, rendere facili le cose difficili. Ti portava a spasso nella Storia dell’arte come fosse un gioco (perché in fondo lo è) ma insieme una cosa serissima (perché la è). Era dotato – cosa rarissima – di intelligenza dinamica, ossia quella che trova nuovi legami tra le cose. Se ne è andato troppo presto, ma sopravviverà nei suoi libri. E nel suo viaggio in Italia con Goethe qui, sui Fiori del Male.

04-09-2020 | 11:01

Gli occhi di Liz Taylor

C’è stato un tempo in cui le partite di calcio si giocavano a Luglio. Le scuole erano chiuse da un anno per la peste, preda dei fantasmi di studenti che amavano, odiavano, sognavano la scuola con la sua placida ricorsività notarile, gli intervalli e le interrogazioni a sorpresa, le interrogazioni a tappeto. Poi sono piovuti chiodi. E gli occhi di Liz Taylor. Il nuovo racconto surreale di Michele Medici.

31-08-2020 | 17:27

L'imbelle ribelle

“Noi le mascherine non ce le metteremo mai!”, seguono imprecazioni, parolacce e botte ai vigili urbani. È successo a Roma nei giorni scorsi e gli aggressori erano ragazzi giovani: un racconto che si ripeterà spesso, c’è da giurarci. Sì, perché in Italia – ma non solo – sta nascendo una nuova, miserrima figura, il “ribelle della mascherina”.

27-08-2020 | 10:36

Sant'Agata, o cara, noi (non) lasceremo

C’è il letto dove ha dormito per cinquant’anni. C’è il suo fortepiano – antenato del pianoforte – dove ha composto molte delle sue opere. C’è la camicia da notte che indossava quel 27 gennaio 1901 quando, poco prima dell’alba, si spense nella sua camera del Grand Hotel et de Milan. Ma la Villa di Giuseppe Verdi a Sant'Agata oggi rischia la chiusura.

25-07-2020 | 07:50

Philippe Daverio al pianoforte

Due minuti. Gustare un po' di buon tabacco. Non proferire una sola parola. Mettersi al pianoforte. Suonare due note. Se a farlo è Philippe Daverio anche un gesto apparentemente banale diventa qualcosa vicino all'arte.

Aspettando invano il corriere

La barba da fare. I pensieri che corrono. E il corriere che non arriva con i libri. Perché in Italia...

Musica e Panama, maestro!

Mario Medici è stato un grande musicologo. Nato cento anni dopo Giuseppe Verdi, che è stato oggetto dei suoi studi.. Aveva i suoi gusti, è chiaro, non li nascondeva, e suscitava battibecchi tra i lettori, il segno del successo: “Mario Medici ha criticato una protegée degli Agnelli! Sembra che l’avucat abbia telefonato al direttore…”. Ecco chi era. Raccontato da Gustavo Marchesi.

15-06-2020 | 15:09

Ecco come servire un dessert last minute

Arrivano ospiti all'improvviso. Cosa servire come dessert? Un bel minestrone di frutta. Con la mano del maestro Ettore Bocchia tutto diventa possibile.

Ecco cos'era Rimini per Tondelli

“Voglio che Rimini sia come Hollywood, come Nashville, un luogo del mio immaginario, dove i sogni si buttano a mare, la gente si uccide con le pasticche, ama, trionfa o crepa. Voglio una palude bollente di anime che vanno in vacanza solo per schiattare e si stravolgono al sole e in questa palude i miei eroi che vogliono emergere, vogliono essere qualcuno, vogliono il successo, la ricchezza, la notorietà, la fama, la gloria, il potere, il sesso. È Rimini è l’Italia del ‘sei dentro o sei fuori’ …” . Scriveva Pier Vittorio Tondelli 30 anni fa.

28-08-2015 | 16:24

"Grazie, Toscanini!"

A Parma la prima seria incursione aerea dei liberators avvenne il 25 aprile del ‘44, a mezzogiorno. Quindici quadrimotori sganciarono sul centro della città un centinaio di bombe. Colpiti numerosi quartieri, di qua e di là dal torrente.112 i morti, 147 i feriti. La Gazzetta di Parma, allora fascistizzata, giudicò l’accaduto un’aggressione disumana, aggiungendo uno stelloncino astioso, dal titolo: "Grazie, Toscanini!".

02-06-2020 | 10:54

Provaci ancora Chandos

Pietro Iannibelli

Lord Chandos è una figura creata dalla penna di Hugo von Hofmannsthal, lo scrittore che alla fine del secolo XIX, ancora giovanissimo, sbalordì i più illustri e attempati colleghi letterati viennesi con la limpidezza dei suoi versi e la straordinaria levatura del suo talento poetico, prima di diventare celebre come librettista di Richard Strauss e, dopo la morte, come autore del capolavoro incompiuto "Andrea o I ricongiunti".

02-06-2020 | 10:33

Arrigo che amava negarsi

Nel dicembre del 1908, durante l’inaugurazione della nuova sala dei concerti al Conservatorio di Milano, gli si presentò un tale: “Ho l’onore di parlare con Arrigo Boito?”-“No, lei si sbaglia, mi succede spesso di essere scambiato per Boito perché gli assomiglio moltissimo, ma non sono Arrigo Boito”. Uno dei suoi trucchi per negarsi. Ecco chi era Arrigo Boito, uno dei massimi librettisti d'opera di ogni tempo. Nel pregiato pezzo di Gustavo Marchesi.

27-05-2020 | 18:17

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