Donato Novellini

Cul de sac
Donato Novellini
Una rubrica che offre ricognizioni e sincretismi a proposito di letture, visioni ed ascolti. Con una certa predilezione per l’inesplorato.

Elogio del tabarro

Scrivere oggi del tabarro, di quel mantello tipico della tradizione popolare, rimanda immediatamente a Giovannino Guareschi e a Guido Piovene, alle nebbiose atmosfere padane dai due magistralmente descritte, alle passeggiate in bicicletta o a piedi lungo gli argini del fiume; svaghi metafisici, spesso solitari, fra terra e acqua, dove l’umidità brumosa da elemento etereo si fa essenza predominate ed atmosfera avvolgente. Come lui, il tabarro.

19-11-2015 | 22:06

Il tormento irrisolto di Herzog

Che avranno mai pensato gli spettatori che nel 1970, a Cannes, ebbero la (s)fortuna d’assistere alla prima di "Anche i nani hanno cominciato da piccoli" di Werner Herzog? Quali le impressioni borghesi dinnanzi ad una delle espressioni artistiche più estreme e nichiliste impresse su celluloide? Girato in un paio di mesi a Lanzarote il film si caratterizza per la presenza davanti alla cinepresa di soli attori nani.

17-09-2015 | 15:19

Apologia del Gin Tonic

Già il contesto chimico, farmaceutico, dal quale traggono origine i due principali ingredienti del Gin Tonic induce ad una certa perizia nella scelta. Il gin, dall’olandese Jenever, ovvero Ginepro, nasce nel XVII secolo come distillato di bacche, erbe e radici, pare utilizzato per agevolare le funzioni cardiovascolari. L’acqua tonica, d’altro canto, era in origine impiegata per combattere la malaria grazie alle qualità lenitive del chinino. Il resto è storia.

21-08-2015 | 14:28

Con quella faccia un po' snob

In questa epoca di chiassosa attualità e di grossolana emotività lo stile e i concerti di Paolo Conte rappresentano una meraviglia estetica da proteggere. Se confrontati con il baccanale tipico dei raduni musicali d’oggi, tra birre in lattina, umide nudità tatuate e ciabatte da resa incondizionata, tale esperienza concertistica rappresenta una rara alternativa mondana. Per tornare ad essere, finalmente, dei veri snob.

29-07-2015 | 09:58

La corazzata Kaurismaki

Dato per assodato il registro stilistico al contempo surreale e iperrealista, fatto di dialoghi sconclusionati ed indigenza esasperata ai limiti dello stucchevole, il microcosmo perennemente fuori moda narrato da Aki Kaurismaki sembra paragonabile ad un presepe per disadattati, alla confidenziale filastrocca da carillon sul mondo migliore, Ecco chi è il regista finlandese per Donato Novellini.

02-07-2015 | 17:53

Pierre, traditore per troppo amore

Pierre Drieu La Rochelle, scrittore francese morto suicida nel marzo 1945, è iscritto a buon diritto nell’impolverato albo degli intellettuali collaborazionisti, precisamente in quella romanzesca ed eterogenea sottocategoria, tutta francese, che s’adoperò ambiguamente per rendere lieto il soggiorno dei nazisti a Parigi. Prendendo per buono l’inflessibile separé che divide i buoni dai cattivi egli starebbe senza dubbio afflosciato in poltrona, con gamba accavallata e sigaretta in bocca, tra questi ultimi.

02-05-2015 | 11:23

Ghizzardi che non si guarda dall'alto

Pietro Gbizzardi è stato pittore di un luogo, di un tempo estinto, del paesaggio divenuto passaggio - di camion e auto (in acqua di siluri) - sulla tentacolare, titanica, tetragona, onnipresente, tangenziale emiliana; crepuscolo di un paesaggio discreto, piegatosi come un vassoio servile alle ingordigie del progresso.

31-07-2018 | 16:41

Kurt e l'arte di passare inosservati

La vita dell’editore Kurt Wolff incarnò l’arte di passare inosservati, lasciando però segni indelebili nella storia della letteratura. Tant’è che se ne occupa un suo omologo contemporaneo, Roberto Calasso, ne L’impronta dell’editore (Adelphi, 2013), restituendo a quel nome poco noto tutti i meriti del caso.

26-10-2017 | 00:07