Didi Bozzini

La domenica della vita
Didi Bozzini
Rubrica per capire meglio il variopinto mondo dell'arte contemporanea e il suo mercato. Perché, come diceva Alighiero Boetti, "Nell'arte non esistono regole, compresa quella che ho appena detto".

Contro il politicamente corretto

Il “politicamente corretto” è in realtà il riflesso ideale, cioè l’immagine rovesciata, di quel mostro senza testa che tutto produce e tutto mangia, il consumismo giunto all’apice delle sue possibilità. E come tale, tende subdolamente a recuperare tutti e ognuno per il grande sabba del Mercato. È così che intere moltitudini si sono assuefatte alle litanie piagnucolose di famosi artisti che si ribellano alla fame nel mondo, mentre fanno colazione al Waldorf Astoria.

30-12-2015 | 18:24

Questa è l'arte, bellezza!

Durante le tornate autunnali della aste d'arte a Londra, che tradizionalmente danno il la della stagione a venire, si è potuto assistere ad uno spettacolo senza dubbio sfavillante, ma animato dal raziocinio quanto lo può essere la monta di un toro. Sotto la spinta di quello che i cronisti con le bretelle chiamano appunto un “bullish trend” (cioè una tendenza rialzista), diversi collezionisti si sono affrettati a vendere le opere firmate da giovani e giovanissimi artisti, prima ancora di avere imparato a pronunciarne correttamente il nome.

31-10-2015 | 15:33

Contro i becchini di Pasolini

“Uno che usava la macchina da presa in modo amatoriale, senza stile, senza un punto di vista meramente cinematografico sulle cose che raccontava…”. Ecco come Gabriele Muccino, dall’alto di una storia costellata di capolavori immortali quali “L’ultimo bacio”, ha pensato di seppellire definitivamente la memoria di Pier Paolo Pasolini, affossandone l’opera di cineasta. Ma in Italia non è da solo.

23-11-2015 | 15:55

La colpa è tutta di Ryan Mendoza

Nome irlandese, cognome ispanico, figlio di Miss Pennsylvania e di uno scrittore che ha conosciuto il successo come biografo delle celebrità, Ryan Mendoza è nato a New York agli inizi degli anni ’70. Oggi vive tra Napoli e Berlino ed è un pittore noto al pubblico dell’arte contemporanea per avere esposto nelle migliori gallerie d’Europa, da Londra a Parigi, in Germania e in Italia. Nel corso degli ultimi due anni le sue mostre si sono fatte più rare perché ha deciso di dedicarsi alla scrittura di un libro, recentemente pubblicato da Bompiani col titolo "Tutto è mio".

10-07-2015 | 14:53

Nero come il fumo di Auschwitz

Emmanuel Bornstein è un giovane pittore, nato a Tolosa nel 1986, cresciuto a Parigi e trasferitosi a Berlino nel 2010. Appartiene a una nuova generazione di artisti, felicemente affrancati da quella relazione critica con la pittura, spesso conflittuale, talvolta anacronistica e raramente significativa, che ha segnato gli ultimi decenni del secolo scorso. Sui fondi delle sue tele, neri come le quinte di un teatro, si raduna una folla di vittime e di boia, di mostri, d’asini, di gerarchi, di lupi, di buffoni e di corpi in caduta libera, vinti dalla forza di gravità della Storia, risucchiati dall’abisso.

29-06-2015 | 15:35

Dio salvi la swinging London

A Londra, crogiuolo di memoria e novità, spesso accade che le più antiche istituzioni del Regno Unito si rivolgano ad artisti contemporanei per realizzare progetti di rilievo. Una consuetudine alla quale la Royal Academy - che vent’anni or sono fu all’origine del rinnovamento artistico della capitale con la mostra “Sensation” - non ha fatto eccezione invitando il pittore belga Luc Tuymans a curare un’antologica di James Ensor. E poi c'è altro.

29-01-2017 | 14:51

Quando muoiono gli eroi

Un anno fa ci lasciava David Bowie. Resterà nei cuori e nelle menti di chi lo ha amato come l’immagine del potere liberatorio della fantasia, vale a dire della fantasia al potere. E' stato un artista unico, completo e multiforme. Cantante, compositore, pittore, scenografo, costumista, attore, scrittore. Ma, sopra e prima di tutto, interprete delle aspirazioni utopiche di tutta una generazione.

13-01-2016 | 22:49

Le parole che precedono il suicidio

Gabriele Tinti ha riunito nel libro "Last words" (Skira) una serie di biglietti d’addio, lasciati da persone che hanno scelto la strada del suicidio. Documenti, trovati sui giornali o nei verbali di polizia, scritti durante gli istanti che hanno preceduto il momento fatale. Ad essi l’autore ha accostato le fotografie scattate nella morgue da Andres Serrano. Perfettamente composte e altrettanto laceranti.

18-10-2016 | 18:49

L'ambizione di salire, la paura di scendere

Da che mondo è mondo ciò che sta sopra ha più valore di ciò che sta sotto. Il Paradiso in cielo e l’Inferno sottoterra sono solo l’esempio più scontato. È indiscutibile che la tensione verso l’alto rappresenti un contenuto a priori del bagaglio culturale di ognuno, un valore massimamente desiderabile fin dai primi anni della nostra vita, compresi quelli che precedono l’età della ragione. Chi ha mai visto due bambini litigare per il posto di sotto in un letto a castello? Nuova puntata dell'abbecedario eretico.

05-09-2016 | 15:54

2050 - Una breve storia del futuro

A forza di parlare dell’arte di cui fa sfoggio questo o quel curatore nel concepire un’esposizione, si rischia di dimenticare che è la qualità delle opere a fare belle le mostre. Come quella che inaugura domani a Palazzo Reale intitolata "2050 – Une brève histoire de l’avenir". Che sui Fiori del Male avevamo anticipato mesi fa.

21-09-2015 | 02:39

Un'artista di sogni e disegni

L'universo dell'artista cilena Sandra Vàsquez de la Horra è complesso, fatto di visioni, sogni e illuminazioni. Figure di una mitologia pagana e immagini devozionali, fantasmi infantili ed incubi grotteschi, sensualità incandescente e trasporto mistico, tratti caricaturali e sfumature delicate. E, senza dubbio, quella del disegno si è imposta a lei come la scelta del mezzo espressivo che rendesse più breve la distanza tra il pensiero e la realtà. Da Goya a Kubin.

16-10-2015 | 16:33

Tutti i furbi del mondo. A Venezia

La mostra "All the world's futures", nucleo centrale della Biennale di Venezia curata da Okwui Enwezor, è una corposa rassegna di opere che denunciano discriminazioni razziali, sfruttamento economico e ingiustizie sociali. Un terzomondismo che, dati alla mano, genera grandi fatturati. Ma dal quale, chi abita nel terzo mondo, ovviamente, non riceve mai i dividendi.

16-06-2015 | 12:51

I dolori del giovane Basquiat

Come suggerisce Julian Schnabel nel suo bel film sulla vita dell’artista, il fenomeno Jean-Michel Basquiat è nato dal complesso di Van Gogh. In effetti, per riscattare un secolo di rimpianti e sensi di colpa, alla fine degli anni ‘70 qualunque gallerista di New York avrebbe volentieri regalato l’anima al Diavolo pur di scovare un genio nascente che rischiasse di essere trascurato dal mercato. Tanto volentieri che alla fine è stato scovato.

09-09-2015 | 15:40